Lunedì 26 ottobre 2020 si è tenuto il primo webinar, organizzato da Federazione Carta e Grafica in collaborazione con Comieco, per approfondire il decreto di recepimento delle direttive europee sull’economia circolare. L’evento fa seguito all’azione di rappresentanza svolta dalla Federazione durante l’iter presso il legislatore nazionale.

Presentato dal direttore generale di Comieco Carlo Montalbetti, il webinar ha visto la partecipazione di quattro importanti speaker:

  • Laura D’aprile, Direttore Economia Circolare, Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare.
  • Marco Ravazzolo, Responsabile Ambiente, Area Politiche Industriali, Confindustria.
  • Claudio Busca, Responsabile Affari Generali e Istituzionali, Comieco.
  • Massimo Medugno, Federazione Carta e Grafica, Direttore Generale Assocarta.

Il contesto normativo

L’art. 3 del D.lgs. 116/2020, pubblicato in Gazzetta Ufficiale l’11.09.20, ha determinato l’attuazione in Italia della Direttiva Europea sugli imballaggi n. 2018/852. L’entrata in vigore del decreto legislativo è avvenuta il 26.09.20.

Il ‘filo rosso’ che anima la Direttiva si focalizza sulla riduzione dell’impatto ambientale degli imballaggi e rientra nella più ampia lotta ai materiali plastici e agli sprechi in termini di mancato riutilizzo o riciclo degli imballi. Su questo tema ti consigliamo la lettura anche di questo post: Plastic Tax e End of Waste, cosa sono e cosa sta accadendo sui mercati della plastica e della carta.

I punti salienti del webinar: cosa cambia da subito e gli scenari in prospettiva

Il tema principale emerso durante l’evento online è stato la gestione degli imballaggi e di come sia possibile progredire verso gli obiettivi di economia circolare puntando con forza sulla prevenzione degli sprechi e sul riutilizzo dei materiali.

L’appello lanciato alla platea virtuale è per una maggiore attenzione alle scelte in fatto di progettazione, quindi fin dalle primissime fasi del ciclo di vita di un prodotto standard o di una soluzione personalizzata di packaging.

A questo proposito è stata aggiornata la definizione di imballaggio riutilizzabile:

“Un imballaggio o componente di imballaggio che è stato concepito, progettato e immesso sul mercato per sopportare nel corso del suo ciclo di vita molteplici spostamenti o rotazioni all’interno di un circuito di riutilizzo con le stesse finalità per le quali è stato concepito.”

Ma quali sono gli obiettivi di riutilizzo e riciclo degli imballaggi nel prossimo futuro?

  • Entro il 31.12.2025 almeno il 65% in peso di tutti i rifiuti di imballaggio.
  • Entro il 31.12.2030 almeno il 70% in peso di tutti i rifiuti di imballaggio.

L’industria della carta svolge un ruolo strategico nell’economia circolare del Paese poiché:

  1. ogni anno vengono riciclate più di 5 milioni di tonnellate di carta dagli stabilimenti italiani (circa 10 t al minuto!)
  2. il tasso di riciclo degli imballi in carta supera l’80%, già oltre gli obiettivi di riciclo previsti dalle direttive europee 2018/851 e 2015/852.
  3. la filiera nel 2019 ha generato un fatturato di 24,9 Mld di €, pari all’1,4% del PIL, dando lavoro a 171.780 addetti in 18.300 aziende.

Come anticipato dalla Federazione in occasione del comunicato Carta, Green Deal e Recovery Fund del 23.10.20, “la carta potrebbe sostituire il 25% degli imballaggi a base di materiali fossili e, grazie alle nuove capacità in corso di avvio, il riciclo potrebbe crescere ancora, passando dalle attuali 10 tonnellate al minuto ad oltre 12.”

Oggi, a seguito delle recenti normative europee e nazionali, è molto importante il concetto di EPR (Extended Producer Responsibility): le aziende della Federazione, tramite la partecipazione al sistema di gestione degli imballaggi, adempiono ad un sistema di responsabilità del produttore. Di pari passo con la responsabilità vi è il tema dell’etichettatura: tutti gli imballaggi devono essere opportunamente etichettati secondo le modalità stabilite dalle norme tecniche UNI applicabili e in conformità alle determinazioni adottate dalla Commissione dell’Unione europea, per facilitare la raccolta, il riutilizzo, il recupero e il riciclaggio degli imballaggi, nonché per dare una corretta informazione ai consumatori sulle destinazioni finali degli imballi stessi. I produttori hanno l’obbligo di indicare la natura dei materiali di imballaggio utilizzati.

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